ATTORI DI SE STESSI con Lorenzo Flaherty

BREVE BIOGRAFIA

Nei primi anni Novanta Lorenzo Flaherty diventa uno dei volti emergenti della fiction italiana, comparendo tra l'altro nelle miniserie "Delitti privati" (nel ruolo di Paolo Roversi) di Sergio Martino, "Piazza di Spagna" di Florestano Vancini e "Voci notturne" di Pupi Avati: tre maestri che lo dirigono con autorevolezza. Sul grande schermo compare ne "La ragazza di Cortina", di Maurizio Vanni, e nel drammatico "Festival" di Pupi Avati, al fianco di Massimo Boldi. E' il 1996: l'anno seguente recita per Roberto Palmerini in "Farfalle", e per Renzo Martinelli in "Porzus", in cui si racconta dell'eccidio di una brigata cattolica da parte di una brigata comunista durante la Resistenza. Quindi, torna alla fiction nazional popolare ne "La dottoressa Giò", al fianco di Barbara D'Urso, e nella soap di Raitre "Un posto al sole", nei panni di Lorenzo Macchia. Recita, al cinema, per Mariano Laurenti in "Pazzo d'amore" e "Vacanze sulla neve". Il ruolo che consacra Lorenzo Flaherty a livello nazionale, comunque, è quello dell'ispettore Walter Manrico nella serie poliziesca di Canale5 "Distretto di polizia", al fianco di Isabella Ferrari e Giorgio Tirabassi, che riscuote critiche positive e ottiene ascolti eccellenti. Flaherty prende parte alle prime due serie, dirette rispettivamente da Renato De Maria e Antonello Grimaldi, prima di trasferirsi su Raiuno e vestire i panni di Andrea Bini nella quinta stagione di "Incantesimo".
Un’importante preparazione all’arte della recitazione e a tutte le sue componenti tecniche ed emotive.

IL PERCORSO

- Il lavoro sul personaggio
- Psicotecnica e creatività
- Tecnica della gestualità
- Tecnica della voce
- Tecnica della scena
- Tecnica della comunicazione
- Tecnica della respirazione
- Conosci il tuo tempo-ritmo
- Tecnica dell’ improvvisazione
- Etica e disciplina dell’essere attore
- Metodi di recitazione (Il metodo)
- Movimento Scenico
- Come si vive il set (propria esperienza)

Al termine del corso gli allievi saranno in grado di:

- Eliminare i propri punti deboli e migliorare i propri punti di forza.
- Identificare e comprendere il proprio talento creativo
- Riconoscere e risolvere i "nodi emotivi" creati da esperienze passate
- Imparare a gestire il proprio corpo e la voce in armonia con le correnti emotive
- Ricreare stati emotivi necessari alla creazione e messa in scena del personaggio.
- Apprendere la strategia giusta per donare al personaggio un percorso creativo e definito

Il fine ultimo è quello di fornire l'attore di abilità e tecniche di recitazione tali da risultare più credibili nel loro percorso artistico professionale.

Inoltre è strutturato anche per favorire le qualità terapeutiche della recitazione: migliorare l’integrazione nel gruppo, la comunicazione, la dizione e la consapevolezza del proprio corpo.